La lotta alla dispersione scolastica deve partire dalla secondaria di primo grado, è qui che bisogna motivare gli studenti allo studio, a far comprendere loro che tutti hanno una possibilità, anche i più fragili. La chiave sta nel renderli consapevoli e partecipi del proprio percorso di formazione. Le azioni che la nostra scuola ha intrapreso nell’ambito di questo PNRR sono tre: Recupero delle competenze di base per supportare quegli studenti con fragilità, mirando soprattutto al consolidamento del metodo di studio; percorsi di studio assistito pomeridiano; orientamento e mentoring per tutti gli studenti di terza. Quest’ultima azione sta mostrando tutta la sua efficacia, il rapporto è di uno ad uno. Il docente dialoga con il singolo studente, lo sostiene nella preparazione del portfolio d’esame, spinge il discente a riflettere sul proprio percorso formativo a discutere sui momenti difficili. I ragazzi sono sereni, si stanno preparando ad affrontare questo momento importante consci della strada che hanno percorso nei tre anni precedenti, meno incerti e timorosi poiché sono accompagnati passo passo dai docenti. Una scuola che non lascia indietro nessuno e che per dirla alla Pennac soccorre quegli studenti che come rondini impazzite rischiano di schiantarsi contro i vetri. Riteniamo in primis, che fornire metodologie e strategie innovative di apprendimento possa far nascere nei nostri ragazzi la voglia di conoscere, così per esempio studiamo la geografia costruendo mappe e disegnando, scoprendo che una regione o uno stato diventano una figura geometrica. Si apprende facendo, ecco il motto!
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